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Aneglo Serra una vita di #conforzaecoraggio

Angelo Serra è l’esempio più classico del “self made man”, cioè dell’uomo, imprenditore, che ha saputo costruirsi con impegno, sacrificio e dedizione un percorso lavorativo ed imprenditoriale facendo leva esclusivamente sulla propria volontà, intelligenza e voglia di intraprendere. Un imprenditore che ha con lungimiranza anticipato i tempi attraverso una azione costante di formazione personale sia per quanto concerne la gestione “a tutto tondo” delle strutture ricettive che per l’innovazione tecnologica che lo ha portato in tempi non sospetti ad utilizzare le nuove tecnologie dell’informatica a servizio delle imprese turistiche. Ma è anche un uomo che ha ben chiara la necessità di un impegno diretto e personale per lo sviluppo economico del territorio attraverso la costituzione e la gestione di strutture e strumenti associativi secondo la logica del “da soli si perde, uniti si vince”.
Buongiorno Presidente, può raccontare ai nostri lettori come e da dove nasce la sua attività imprenditoriale dedita al turismo?
La mia storia come imprenditore del turismo inizia nel 1959. Vivevo a Maiolo all’epoca, avevo 16 anni. Ovviamente in quei tempi potete immaginare cos’era Maiolo, un piccolo borgo di campagna con pochissimi collegamenti e mio padre non aveva la possibilità di mandare tutti i figli a Rimini a studiare, eravamo in 5. Così decisi di lasciare l’Italia in cerca di fortuna e mi diressi a Zurigo in Svizzera. Lì trovai il mio primo lavoro come comì (tuttofare) all’epoca a noi Italiani erano riservati i lavori più umili, ma ero giovane e volenteroso, la fatica e il lavoro duro non mi spaventavano. La svolta arrivò proprio il giorno che la Polizia venne a prendermi per rispedirmi in Italia. Ricordo che quando mi dissero che dovevo rimpatriare perché ero minorenne, dalla disperazione scoppiai in lacrime. Il titolare dell’albergo dove lavoravo vedendomi così disperato si avvicino a mi disse: “non vuoi tornare in Italia?”, “NO”, risposi. “E perché no?” mi chiese lui, “perché ho voglia di lavorare, e da dove provengo io ci sono poche possibilità”. Solo dopo scoprì che era un giudice, tornò un paio d’ore dopo con il mio permesso di soggiorno in mano e un contratto di 4 anni. Firmai e rimasi a lavorare in quella struttura.
Poi che successe?
In seguito a quei 4 anni tornai in Italia per un mesetto e poi mi ripresentai a Zurigo. Inizialmente non fu facile trovare un altro lavoro, ma la precedente esperienza mi fu utile. Lavorai in un altro albergo dove venni assunto come sostituzione, poi piano piano conquistai la fiducia dei proprietari e divenni caposala. Rimasi 2 anni.
Ebbe altre esperienze all’estero prima di tornare in Italia?
Si, la più importante di tutte fu a Bruxelles, ricordo che quando venni preso a lavorare in quel locale, non andavo per niente d’accordo con il titolare, odiava gli Italiani. Ma gli feci cambiare idea, dopo qualche mese ricordo che convocò tutto il personale in riunione e disse: “io vado in vacanza 3 settimane, gli ordini d’ora in avanti li prendete da Serra, lui è il responsabile e l’unico di cui mi fido” mi consegnò le chiavi di locale e cassaforte, fu così che divenni direttore del ristorante. Pensa che anni dopo, quando ero già tornato in Italia da qualche anno mi venne a cercare, mi invitò a cena e mi mise davanti un assegno in bianco, mi disse: “scrivi tu la cifra, basta che torni a fare il direttore da me”. Cordialmente rifiutai.
Una volta tornato in Italia?
Conobbi la donna che oggi è mia moglie. Divenni direttore dell’attuale Michelacci in cui rimasi per 14 anni, fu uno dei migliori periodi della mia carriera. Nel ’91 arrivai al San Marco come gestore, attività che ho tenuto fino adesso.
Come nasce l’incontro con Confcommercio e come ne diventerà presidente nel 2010?
L’incontro con l’Associazione avvenne attraverso l’Associazione Albergatori di Gabicce. Ricordo che nel 1995, incaricarono un professionista di realizzare un sito web per Gabicce Mare e la sua promozione turistica, costò 3 milioni di lire e venne copiato interamente dal sito di Rimini, ma non andava bene per noi di Gabicce. Venuto a conoscenza della mia passione per il web e i pc, Scola, il Presidente di allora mi incaricò di realizzare un nuovo sito. Scrissi 800 pagine di html gratis, in 4 lingue e con la prenotazione on-line. Vi ricordo che siamo nel ’95. Negli anni successivi serviva sempre di più manutenzione ai computer e al sito e nessuno era in grado di farlo, così mi trovavo spesso in Associazione per curare questo aspetto. Fu così che entrai sempre più nel sistema dell’Associazione e nel 2002 venni eletto Presidente. Ricordo che all’epoca correvano voci che nessuno avrebbe votato per me, perché ero in affitto, mi chiamavano “l’affittuario”. Ebbi le mie soddisfazioni quando venni eletto insieme a tutti i miei consiglieri. Da quel momento iniziai a coltivare i rapporti con Pesaro. Il Presidente della Confcommercio di allora, il Cav. Pedinotti, alla luce dei miei sforzi per il settore turistico e per portare diverse strutture nel sistema associativo mi nominò Vice Presidente Vicario e quando per motivi di salute Pedinotti abbandonò l’incarico, venni eletto Presidente.
Cosa significa per lei ospitalità e cosa possono fare i giovani per questo settore?
L’ospitalità è la mia vita. Ho 70 anni, lavoro dalla mattina fino a tarda sera e non mi sento stanco perché questa è la mia passione. Per fare bene il tuo lavoro devi amarlo, perché quell’amore è quello che ti da la forza di andare avanti quando le cose si fanno difficili e ti sembra di aver perso la motivazione. I giovani d’oggi purtroppo in parte mi deludono per 2 motivi: non amano questo lavoro perché è fatto di sacrifici, non ci sono orari, devi essere sempre presente e attento alle esigenze dei tuoi clienti. L’ospitalità è un’arte. In secondo luogo mi sembrano tutti a corto di idee. Abbiate il coraggio di rischiare con cose nuove, progetti, iniziative insomma, mettetevi in discussione.
Cosa ne pensa della rubrica ‪#‎conforzaecoraggio‬? Può essere una voce rappresentativa delle aziende nostre associate?
Penso che sia un’iniziativa bellissima, ma attenzione perché dovete farla bene - sorride. La comunicazione è l’anima di qualsiasi azienda o associazione, e le nostre imprese ne hanno bisogno. Penso che attraverso questa rubrica abbiamo la possibilità di far capire loro che non sono dimenticate e che c’è qualcuno interessato a raccontare quello che fanno e che hanno fatto nel passato, che l’Associazione è vicina a loro. Perché di fatto è questo che dobbiamo fare, essere vicini ai nostri Associati, promuoverli e raccontare alla gente chi sono e cosa sono.
http://www.sanmarcohotel.com/
#conforzaecoraggio ‪#‎pesaro‬ ‪#‎urbino‬

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