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Buon appetito con la "Divina Piadina"

Forza, coraggio e mettersi sempre dalla parte del cliente. Così Giuseppe Scartozzi sfida il periodo storico e si rimbocca le maniche per raggiungere il suo obiettivo, aprire una piadineria.

Buongiorno Giuseppe quando viene inaugurata la Piadina Divina?
Questa piadineria è stata inaugurata il 23 gennaio 2016, non ha nemmeno un mese, ed è il frutto di una necessità, sono fino a poco tempo fa un dipendente, poi a lavoro finito mi sono rimesso in gioco a 54 anni, con grande forza e coraggio. Sono ripartito dalla cucina che da sempre è la mia passione, però ho fatto un bagno di umiltà, ho iniziato a studiare, ricercare prodotti, a studiare partendo da zero. Non potevo lanciarmi nella ristorazione a 360°, il settore è troppo specifico servono molto capacità anche manageriali, e allora mi sono buttato nella piadineria e piccola friggitoria. Nella fase precedente all’apertura ho puntato tutto sulla formazione ed ho cercato di fare “miei” tutti i segreti dei professionisti della piadina romagnola apprendendo questa antica arte.

In questo nuovo locale la piadina fa da padrona, ci può raccontare quanto è importante la materia prima e i prodotti che farciscono questo goloso “piatto tipico”?
I prodotti usati sia per l’impasto che per la farcitura sono importantissimi, la ricerca è stata molto attenta e ben oculata. Io ragiono sempre da cliente e come tale ho cercato cosa avrei preferito come gusto e provenienza. Nella scelta finale mi sono affidato ad una importantissima azienda di Saludecio, la ditta Zavoli, che cresce animali in loco e li lavora con solo sale di Cervia e pepe. Nessun conservante, nessun aroma, solo materia prima, e questo vale anche per i prodotti caseari che mi fornisce una comunità di ex-detenuti, si chiama “Formaggio del Perdono” e che producono formaggi dal pecorino alla casatella, fatti alla vecchia maniera. Un modo diverso di mangiare sano, sicuro dando un’opportunità a chi cerca un riscatto nella vita. E poi potrei citarvi anche la mia crema di nocciola, io non uso la Nutella per farcire la mia piadina, ma una crema nocciola-cacao biologica. Dulcis in fundo abbiamo anche la piada proteica che prendo da nutrizionista-dietologa di Villa Verucchio, composta da farina di soia, proteina di piselli, 100% di olio extravergine, ed ha il 35% di i calorie in meno. Mentre nelle piadine che impasto io, uso la storica ricetta, acqua, farina e un po’ di strutto di Zavoli che tra l’altro è anche presidio Slow Food, da qui potete capire come ho deciso di scegliere di servire la qualità certificata.

Raccontaci la tua passione Dante, da cui l’insegna “Divina Piadina” e alcune piadine speciali nel menù?
E’ nato da una specie di gioco con un mio caro amico, Chicco Giovanni,m che mi ha aiutato tantissimo nella realizzazione di questo locale; abbiamo cominciato a messaggiarci scherzando sul possibile nome del locale. Lui mi ha proposto piadina divina, diventata “Divina piadina” e da lì il gioco ci portò al logo con l’alloro, poi Dante e fino ai nomi dei personaggi della Divina Commedia, Gianciotto, Farinata degli Uberti, Caronte, Cerbero, Bonifacio VIII, Virgilio, Beatrice, Dante, Ciacco dati alle piadine speciali. Alcune di queste hanno anche farciture più ricercate, come quella con il calamaro grigliato, il crudo e l’aceto balsamico, direi che anche la piadina merita di essere gourmet. Ma non finisce qui, questi la personalizzazione è passata alla realizzazione dei tavoli fatti a mano da un altro amico, fino ai colori delle sedie rossi, bianchi e verdi, alla parete a righe bianco-verde proprio come i chioschi romagnoli di tanti anni fa.

Cos'è la pidazza?

In Romagna la fanno da anni, la base è una piadina ma preparata nella farcitura come una pizza e poi messa la forno, mentre la piadina classica è cotta sulla piastra.

Quanto è stato difficile aprire una attività di questi tempi? Quanta burocrazia c’è per realizzare un sogno imprenditoriale?
Finalmente a 54 anni ho realizzato il mio piccolo sogno, ma di certo la macchina burocratica non ti viene incontro, è sempre un ostacolo. Basta pensare che potevo aprire prima di Natale, ammetto però che ero preparato e me lo aspettavo.
La Confcommercio è stata una compagna in questa avventura?In quale modo siamo riusciti a supportarla?
La Confcommercio è stata mia compagna di avventura in tutto, dal corso SAB, fino al commercialista, dalle pratiche in Camera di Commercio grazie a Maurizio Tonelli, all’esperienza di Marco Arzeni. Ho conosciuto persone in gamba, preparate, esperte e che mi hanno aiutato anche a sbrigare tanti cavilli burocratici.

Quanta forza e coraggio sono serviti per compiere questo passo?

Tantissimi uniti ad altrettanta passione, altrimenti non lavorerei in questa fase dalle 8 del mattino a mezzanotte senza ricavare molto, soprattutto in una fase iniziale come la mia. Ho comunque da subito capito che non bisogna mai adagiarsi se le cose appaiono favorevoli, e che il primo sentimento è quello di sentirsi sempre cliente. Fidelizzare, offrire il meglio, porta sempre a buoni risultati, e quando mi sento dire che mia piadina è come quella della loro mamma di 30 anni fa, è ancora più soddisfacente.
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