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Controlli a tappeto sugli agriturismi

Uno su due sanzionato per illeciti

Agriturismi ribaltati come calzini e 49 illeciti contestati in tutta la Provincia. E’ il bilancio di una lunga operazione di controlli messa in campo dalla Guardia Forestale provinciale che ha reso noti i dati di un biennio di indagini e operazioni (2014/2015), ieri durante un conferenza stampa alla Confcommercio: «Noi non siamo contro gli agriturismi: ne abbiamo tanti iscritti. Siamo contro chi non rispetta le regole a scapito di chi invece, nel caso i ristoranti, devono rispettare eccome», ha tenuto a chiarire il direttore di Confcommercio provinciale Amerigo Varotti, che ha visto finalmente compiersi quello sforzo per cui lui e i presidenti dell’associazione ristoratori che s sono succeduti in questi venti anni, si sono tanto dati da fare. «Qui non ce n’è più per nessuno – ha chiarito Varotti – i ristoranti devono fare i conti con crisi, tasse e concorrenza sleale: agriturismi che organizzano matrimoni, circoli privati che tali non sono e Fano cene per tutti , spiaggia selvaggia per somministrare cibi».
C’è invece chi ha più o meno gravemente trasgredito: su 75 controlli effettuati, sono circa 45 gli agriturismi che hanno commesso illeciti (49 contestazioni, qualcuno ha fatto più di un illecito) amministrativi come, ad esempio, «avere somministrato olio e vino non marchigiano ma proveniente o dalla grande distribuzione o dalle altre regioni, l’illecito più diffuso» ha detto Marco Santilli , commissario capo del Corpo Forestale di Pesaro e Urbino. Altri, ha aggiunto «non rispettano il numero dei posti per cui erano autorizzati: un massimo di settanta e fino a cento nel caso ci sia una produzione di materia prima aziendale superiore al 65%» Già, ma da dove deve provenire la materia prima somministrata negli agriturismi?
«Sul’80% del totale – ha spiegato Santilli - almeno il 30 deve essere prodotto aziendale,fino al 20 può essere Dop, Igp, biologico o Qualità Marche, la restante parte deve essere acquistata da aziende associate o del territorio come prodotto come prodotto tracciabile marchigiano. Il restante 20% può provenire da qualsiasi altra parte anche dalla grande distribuzione».
Una legge confusione che il Copro Forestale dirime controllando tutte le fatture del bilancio dell’anno precedente ed esaminando anche il sito della Regione che fornisce informazioni sull’azienda agricola. Perché, ha ricordato il comandante Provinciale della Forestale Maurizio Cattoi, «l’agricoltura è un attività compensativa dell’agricoltura ed è stata pensata per chi lavora la terra come integrazione del reddito e come valorizzazione dei prodotti del territorio. Noi lavoriamo anche per garantire questo».
Tornando all’esito dei controlli, il 60% delle sanzioni è dovuto all’utilizzo di prodotti non è conforme alla legge regionale: mancato rispetto della percentuale, oltre a vino, olio e miele fuori regione. Questi tre prodotti devono infatti essere obbligatoriamente di provenienza regionale assieme (dal 2017) a carni e verdure. IL 28% delle sanzioni riguarda invece, ha aggiunto Santilli, «il mancato rispetto dei post9i autorizzati, o dei letti previsti, o ancora , in alcuni casi il mancato rispetto del periodo di chiusura e apertura e la mancata segnalazione in cui si effettua attività non di agriturismo. Dopo il primo anno di controlli, l’8% degli agriturismi ha cessato l’attività, ammettendo in alcuni casi di non riuscire a stare nei parametri. Infine per il 4 % dei 75 controllati è scattata la denuncia per frode per falsa fatturazione». Curiosità: un’azienda ha denunciato il consumo di oltre 500 chili di piccioni (denunciata). «Stiamo registrando meno irregolarità,m segno che i controlli funzionano», hanno concluso il comandante Cattoi e il commissario Santilli. Dall’1 gennaio però la Guardia Forestale potrebbe essere soppressa e inglobata nel corpo dei carabinieri: «Qualche volta mi domando – ha concluso il presidente dell’Associazione Ristoratori Mario di Remigio - quanto può durare che qualcuno controlli. Speriamo per sempre. Speriamo».

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