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«Fare promozione importante»

In uno dei suoi tanti interventi televisivi il Sindaco di Pesaro (o il Vice Presidente del PD?) ha parlato anche di turismo, ripetendo – mi riferiscono operatori turistici che lo hanno ascoltato in entrambe le occasioni – ciò che aveva detto anche agli “Stati Generali del Turismo”. E cioè che “dobbiamo smettere di andare in giro per il mondo, Regione per Regione, a promuovere il turismo” e che “le regioni si promuovano in Italia o al massimo in Europa”.
Tutto ciò per giustificare la modifica dell’art. 117 della Costituzione che trasferisce la competenza legislativa esclusiva in materia di turismo dalle Regioni allo Stato.
Ora, a parte che non si capisce perché per Ricci – ad esempio – una Regione possa andare a promuoversi in Polonia (Europa) e non in Russia (extraeuropa), come operatori turistici che si occupano da decenni di incoming, non possiamo condividere le affermazioni del Ricci: pensare che sia solo il “Sistema Italia a promuovere l’Italia all’estero” vuol dire relegare le Regioni meno conosciute e le città ed i centri minori del nostro Paese alla marginalità; a restare relegate al ruolo di comparsa nella rappresentazione – solita e stantia – dell’Italia del Gran Tour (Roma, Firenze, Venezia etc). E per una Regione come le Marche e gli operatori turistici marchigiani vorrebbe dire mantenere un ruolo marginale nel mercato turistico internazionale.
Questo ritorno al centralismo è invece assai pericoloso (come lo è quello in merito all’internazionalizzazione delle imprese). Si dovrebbe lavorare, invece, per incrementare la promozione all’estero: la Regione d’intesa con le organizzazioni degli operatori turistici e in accordo con la nuova Enit ed il Ministero del turismo e cultura. Faccio l’esempio della Russia: le iniziative del “Sistema Italia” sono, al massimo, una presenza alla Fiera di Mosca. Ma a chi lasciamo i turisti e gli operatori turistici di Yekaterinburg, Celijabinsk, Tiumen, Kurgan, Omsk, Novosibirsk, dove vi sono voli verso l’Italia e la vicina Romagna? Andrebbero abbandonati o la Regione può realizzare con i T.O. iniziative promozionali? Coordinati i programmi, la partecipazione alle Fiere all’estero, incentivate le occasioni di promozione e commercializzazione dell’offerta regionale, che non è la stessa cosa che dire che le Regioni “al massimo devono promuoversi in Italia o in Europa”.
Solo così, aumentando le presenze turistiche dal’estero, il turismo può essere fattore di sviluppo economico essenziale per la ripresa. E poi mi viene un dubbio. Ma se per Ricci le Regioni non devono andare in giro per il mondo a promuovere il turismo, perché lo può fare il Comune di Pesaro (vista le loro missioni in Giappone e Florida)?

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