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Inno al Tartufo a Cagli, una edizione zero di successo

In occasione della “edizione zero” della manifestazione “Inno al tartufo” svoltasi il 23 e 24 novembre a Cagli per iniziativa del Comune di Cagli e la collaborazione della Confcommercio di Pesaro, si è svolto un interessante Convegno per la realizzazione della “Strada del tartufo delle Marche”.

Hanno partecipato Sindaci e Amministratori dei comuni di Amandola, Apecchio, Cagli, Fossombrone, Pergola e Sant’Angelo in vado oltre al Dirigente del Servizio Turismo della Regione Marche, Raimondo Orsetti. Hanno portato il loro saluto il Consigliere Regionale Federico Talè e l’Onorevole Lucia Annibali.

Introdotto dal Sindaco di Cagli, Alberto Alessandro e dalla Vice Sindaco Benilde Marini, il Direttore Generale della Confcommercio Pesaro e Urbino/Marche Nord, Amerigo Varotti, ha illustrato il tema del Convegno che, con spirito di collaborazione, si propone di contribuire alla realizzazione della “Strada del tartufo delle Marche”.

«Le Marche - ha detto Varotti - sono la terza Regione in Italia per la produzione del tartufo. Anzi, nelle Marche c’è il tartufo tutto l’anno. Tutte le tipologie del tartufo si trovano nella nostra regione: dal bianco al nero pregiato, dal bianchetto allo scorzone. Purtroppo il permanere di uno spirito eccessivamente campanilistico e la non capacità e volontà di lavorare a squadre, ha ridotto notevolmente la possibilità di creare un volano economico e turistico tramite la valorizzazione del tartufo. Anzi, nell’immaginario collettivo, in Italia e nel mondo, è il Piemonte (con Alba) la regione del tartufo. Che pure è al 9° posto per la produzione di tartufo in Italia. Se vogliamo, quindi, utilizzare il tartufo come elemento principe per la promozione della nostra Regione, dobbiamo abbattere i campanilismi, creare “le Marche del tartufo” o “il tartufo delle Marche” che, con le varie eccellenze e specificità (da Acqualagna a Amandola, da Sant’Angelo in Vado a Pergola, da Fossombrone a Apecchio e Cagli) possa consentirci la promozione internazionale del tartufo e dei nostri territori. Altrimenti continueremo a crogiolarci nei risultati effimeri e temporanei delle nostre sagre o fiere».

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