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Itinerari archeologici ma non sotterranei Scoppia la polemica

Itinerari archeologici ma non sotterranei Scoppia la polemica Confcommercio contro il Comune di Fano AMERIGO VAROTTI «Ci hanno fatto perdere tempo e cambiare la natura del nostro progetto» «DUE MESI fa avevamo convocato una conferenza stampa per annunciare il raggiunto accordo con il Comune di Fano su "Itineriario dell'archeologia e delle città sotterranee", un importante progetto di promozione turistica per Fano che punta sul cluster più importante della città: la Romanità. Per una questione di correttezza nei confronti della città, oggi siamo qui per dire che quella è diventata una bufala».

COSÌ HA ESORDITO ieri il direttore di Confcommercio Pesaro Urbino Amerigo Varotti, affiancato dalla presidente di Confcommercio Fano Barbara Marcolini e il suo vice Luciano Cecchini che è anche presidente degli Albergatori, scagliandosi contro l'amministrazione comunale di Fano colpevole di non aver più fatto sapere nulla sulle modalità di partecipazione al progetto di Confcommercio, nonostante i continui solleciti. «E la cosa più grave ed offensiva che si possa fare nei confronti dell'organizzazione che rappresenta la stragrande maggioranza degli operatori turistici e commerciali della città» hanno sottolineato i tre, arrabbiati perché «ci hanno fatto perdere un sacco di tempo ed ora il progetto partirà senza la città di Fano e dovremo pure cambiargli nome dato che di "sotterraneo" c'è rimasta solo la grotta ipogea di Piagge».

PER CONFCOMMERCIO, che da anni punta alla gestione dei tre Iat di Fano come fa già in altri comuni dell'entroterra (da qui anche la polemica con l'ex presidente della Pro Loco Etienn Lucarelli ora candidato del centrosinistra, che ambisce all'assessorato al Turismo), sindaco e vicesindaco «sono spariti, forse ammaliati dal City Brand» che secondo Varotti e Co. «da solo non fa turismo, ci vuole la promozione diretta a contatto con gli operatori, nelle Fiere in cui solo noi e non altri siamo presenti». Per Confcommercio, in fatto di Turismo, l'amministrazione Seri ha fatto «tante scelte sbagliate» come ad esempio il "Maps" il progetto pubblico-privato per valorizzare i comuni lungo la Flaminia. «Se porterà risultati, lo farà tra 20 anni — concludono Varotti, Marcolini e Cecchini —. Il nostro progetto invece è un contenitore che dà frutti immediati e in cui si potevano inserire tante cose fanesi contribuendo a valorizzarle: ad esempio la mostra di Leonardo». Pronta è arrivata la replica dell'assessorato al Turismo. «Non è vero — si legge nella nota — che il Comune di Fano non ha tempestivamente dichiarato di non poter aderire al progetto. Nonostante l'opinione di Varotti, il Comune di Fano ha da tempo messo in campo importanti azioni che mirano alla valorizzazione del patrimonio archeologico» persino «attirando sempre più l'attenzione dei media nazionali ed esteri».


Da Il Resto del Carlino

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