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«La multa al “Cozza” è una vergogna». La Confcommercio scende in campo

Una multa che fa discutere. Divampano le polemiche per l’inflessibilità usata dai militari nei confronti dei gestori del ristorante Cozzamara, chiamati a pagare 12mila euro per aver omesso un nome sulla targhetta che segnala il sistema di videosorveglianza. C’è rabbia e indignazione nella parole dei rappresentanti di categoria, a cui si associano le reazioni degli esponenti delle esponenti delle forze politiche di opposizione in consiglio comunale. Tutti invocano buon senso ed equità nell’applicazione delle leggi.
«E’ semplicemente vergognoso che un organo burocratico dello Stato sanzioni una piccola impresa per una stupidaggine,mentre languono i controlli contro l’abusivismo imperante» tuona Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino chiamando in causa il Prefetto e anticipando una segnalazione al Ministero del Lavoro. «Dov’è finito quel ruolo di accompagnamento, sostegno e indirizzo che anche le istituzioni e gli uffici pubblici dovrebbero avere nei confronti delle imprese?» si domanda Varotti «Qui si arriva, non si dice nulla e poi ci si accanisce vergognosamente».
Marco Arzeni, segretario provinciale Pubblici Esercizi, auspica che contro il verbale elevato al Cozzamara non ci sarà bisogno di presentare ricorso, ma venga annullato in autotutela: «Sarebbe un bel segnale – afferma – Così come sarebbe bello dirottare questi controlli verso i conclamati casi di abusivismo che stiamo denunciando da tempo». Arzeni si scaglia contro la burocrazia di chi fa le leggi senza avere una minima idea della vita reale: «Prendiamo il caso delle telecamere installate per la videosorveglianza: tutti auspicano che siano installate come deterrente alla criminalità. Ma per avere il permesso dall’Ispettorato bisogna fare domanda in bollo che prevede di allegare ben dodici, tra documenti e planimetrie, per ottenere l’autorizzazione, che poi non è detto che venga concessa».
Di follia burocratica «in cui è solo importante il timbro o il pezzo di carta» parla anche il consigliere comunale di Forza Italia Bettini. «Ma anche chi fa controlli potrebbe usare maggiore buonsenso – aggiunge Bettini – Nel caso del Cozzamara forse bastava dare un termine per regolarizzare una pura formalità». Bettini poi si appella alla politica, locale e nazionale, perché si presti maggiore attenzione alle attività economiche «non per vessarle, ma per agevolarle». «Ricordiamoci – conclude il forzista – che se le pecore vengono uccise non ci sarà più lana né soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici». Al fianco della Confcommercio a proposito di abusivismo si unisce Fabio Arrigoni, esponente di fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale: «Non si capisce perché i ristoranti, i bar, i locali abbiano una serie di regole da rispettare – osserva – mentre ci sono associazioni, circoli o come vogliamo chiamarli che non devono rendere conto a nessuno di quel che succede all’interno. Chi controlla O meglio, chi dovrebbe controllare e non controlla?».

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