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Partono gli esposti contro i risto-beach

Ristoratori fanesi all’ultima spiaggia contro i fenomeni di concorrenza sleale in alcune concessioni balneari. Se il loro appello no sarà accolto dalla giunta comunale e dai vigili urbani, resterà solo l’opzione più radicale: la denuncia alla Prefettura, alla Questura e alla Finanza. La nuova vertenza contro episodi di trenta operatori ed è stata illustrata ieri dal vertice di Confcommercio nelle sale della Chef Fish House, darsena turistica Marina dei Cesari. “Ne abbiamo già parlato – ha spiegato il direttore provinciale Amerigo Varotti – con gli assessori comunali Carla Cecchetelli e Marco Paolini, ma alla fine ci sentivamo presi in giro. Ci è stato chiesto se fossimo d’accordo con l’idea di una o due feste turistiche in più a Sassonia”. Confcommercio non è contraria alle feste o alle sagre (meglio ancora se gli stand gastronomici sono gestiti da operatori professionali) oppure a migliori servizi in spiaggia, chiede invece “che ognuno faccia il proprio mestiere”. Il nuovo esposto è indirizzato verso quelle concessioni balneari che si reinventano luoghi di ristorazione, “pur non disponendo di licenze, attrezzature e spazi adeguati”, oppure discoteche all’aria aperta. “Un mio amico albergatore – ha aggiunto Varotti – mi ha detto che sta per chiudere l’attività, perché è vicina a una concessione che organizza di continuo feste e serate danzanti, sparando musica altissima anche a notte fonda, anche dopo il limite massimo tollerato delle 2. Nessuno controlla e i pochi clienti rimasti all’albergo protestano, giurano di non tornare più e se ne vanno”. Il malessere dei ristoratori si era già evidenziato due ani fa, quando un gruppo di operatori organizzò un presidio di protesta all’anfiteatro Rastatt. Francesco Mezzotero e Marco Arzeni, a loro volta dirigenti di Confcommercio, hanno evidenziato come alcune attività artigianali (concessioni balneari e non solo) abbiano stretto in una morsa di attività abusive la ristorazione professionale, cui sono sottratte quote di mercato sempre più ampie. Un processo, dunque, che ha guadagnato terreno nel tempo e la situazione di Fano è considerata “la più eclatante di tutta la provincia” anche grazie ad alcune norme comunali non proprio azzeccate secondo Confcommercio. “Si sostiene che la commissione di vigilanza non sia necessaria per gli eventi all’aperto, eppure sappiamo di feste da oltre mille persone alla volta”, ha spiegato Arzeni. “La ristorazione non è un mondo di serie B – ha concluso Varotti – Crea occupazione e in buona parte utilizza prodotti del territorio. Ci stupisce il fatto che le concessioni balneari,pur pagando canoni demaniali non stratosferici, vengano a occupare gli spazi della ristorazione o di altre attività, organizzando pranzi, cene e serate danzanti. Tutto ciò non è più tollerabile”.

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