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Più attenzione alla nuova economia

«I settori commercio e turismo diventano fondamentali anche da noi»

I numeri disegnano il quadro della situazione meglio di mille parole. E' per questo che un Ente previsto dalla contrattazione collettiva nazionale la cui adesione è obbligatoria per le imprese che utilizzano il Ccnl (sottoscritto da Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil come gli Enti Bilaterali Turismo della Provincia di Pesaro e Urbino), non può non dedicare molta attenzione ai dati che spiegano la stato dell'economia nel nostro Paese e nelle nostre Provincia, numeri dai quali è facile intuire il cambiamento intervenuto nel nostro' mondo economico e programmare il futuro, cioè ipotizzare le politiche necessarie per assecondare o guidare i vari processi di trasformazione.

Partiamo dall'evoluzione dell'occupazione settoriale. Nel 1960, in Italia, avevamo questa situazioni occupazionali: l'agricoltura rappresentava il 33,2%degli occupati; l'industria il 31,4%; i servizi il 35,4%.. Nel 2007 il quadro è decisamente cambiato: l'agricoltura rappresentava il 3,9% degli occupati ; l'industria il 27,1% ed i servizi il 69%.

Nel 2016 si conferma il trend: calano ancora gli occupati in agricoltura che passano al 3,7%, calano ancora i dipendenti dell'industria al 22,9%; cresce ulteriormente la quota di occupazione nel settore dei servizi al 73,4%.

Trend ed evoluzione che confermano le trasformazioni avvenute ed in corso nel tessuto economico delle principali economia mondiali, vedi Usa e Germania dove il peso degli occupati nel settore dei servizi è pari, rispettivamente, all'80% ed al 74,3%. Ma c'è da fare una seconda riflessione: aumentano i liberi professionisti, passati dal 1.156.000 del 2008 a 1.327.000 del professionisti ma calano le aziende artigiane» 2015 con un aumento del 14,8% e soprattutto, questo aumento è determinato dai liberi professionisti «non ordinistici», più 51,6%. IL 97% delle professioni «non ordinistiche» opera nei servizi di mercato, attività professionali scientifiche e tecniche, servizi di informazione e comunicazione, agenzie di viaggio e servizi alle imprese...

Allo stesso tempo nei primi nove mesi del 2017 nel Registro Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino continuano a calare le imprese artigiane e manifatturiere, cala ulteriormente il settore delle costruzioni, cresce il settore del turismo e della ristorazione e dei servizi. C'è poi da dire che il tasso di disoccupazione nella nostra Provincia è al 12,5% nel 2016 (era 11,6% nel 2015); nella Regione Marche è al 10,6% (dal 9,9%), in Italia è sceso al 11,7%. CIÒ significa che la nostra Provincia ha bisogno, più di ogni altra provincia marchigiana, di una diversa strategia di attenzione ai mutamenti economici per dare ai giovani speranze di occupazione reale e stabile.
La crescita dell'occupazione e delle imprese nei settori del turismo e dei servizi, la crescita a livello planetario del movimento turistico, le previsioni occupazionali che, anche nella nostra Provincia, delineano un quadro più ottimistico per i settori da noi rappresentati, richiedono una nuova consapevolezza da parte dalle Istituzioni.

Una nuova programmazione economica che, anche con il riparto delle risorse finanziarie europee, si rivolga alla «nuova economia» e non ad un mondo produttivo che non c'è più. Ed anche i nuovi Enti Bilaterali dovranno destinare maggiori risorse al welfare contrattuale. Le istituzioni debbono prendere atto dell'avvenuto cambiamento economico.

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