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«Turismo ad alto rischio»

I danni del terremoto sono certamente quelli della tragedia delle popolazioni dei Paesi marchigiani, umbri, laziali ed abruzzesi devastati dalla scia sismica che da agosto ha colpito quei territori. Ma ci sono anche danni, certamente meno visibili, ma molto profondi che, anche dopo le scosse degli ultimi giorni e la concomitante eccezionale nevicata, rischiano di far pagare un pesante e drammatico conto alle imprese ed alle attività turistiche. Già nei mesi scorsi avevamo contestato l’esagerata esaltazione mediatica di taluni amministratori locali che parlavano di “stagione record” a fronte – quasi certamente – di un modestissimo incremento di presenze turistiche. Poi dopo il sisma di agosto e poi di ottobre abbiamo registrato cancellazioni nelle strutture ricettive, prenotazioni disdettate, diminuzione di partecipanti alle Sagre e Fiere autunnali e invernali (Candele a Candelara), calo degli ingressi (e, comunque, rispetto alle aspettative) nei musei della Provincia. Poi sono arrivate le scosse dei giorni scorsi, le forti nevicate, il dramma dell’hotel Rigopiano di Farindola in Abruzzo. Tutto ciò può determinare effetti devastanti sul nostro turismo mettendo a rischio le prenotazioni alberghiere per Pasqua e addirittura per l’estate. E’ quindi necessaria, finita questa drammatica fase, una forte azione di comunicazione per rilanciare sui network nazionali e internazionali la nostra immagine e la nostra offerta turistica. Ma non come ha fatto sinora qualcuno andando in tv a dire “Venite da noi perché il terremoto non ha colpito tutte le Marche”. Questo messaggio è negativo. E nel contempo dovremo anche pensare a misure di sostegno per gli operatori turistici che han visto drasticamente calare le presenze turistiche e quindi i ricavi delle proprie attività.

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